News - TRASPORTO DEGLI AVICOLI

11
lug
TRASPORTO DEGLI AVICOLI
Valutazione dei fattori di stress durante il trasporto degli avicoli
Il trasporto pre-macellazione rappresenta per gli avicoli un evento estremamente stressante che produce un significativo livello di sofferenza, fino a provocare la morte in alcuni casi. Proprio il livello di mortalità durante il trasporto è ritenuto un importante parametro per la valutazione del benessere animale.
Tra i fattori che possono influire in misura variabile sulla mortalità vi sono i traumatismi dovuti alla fase di carico, il caldo e il freddo, la scarsa circolazione dell’aria all’interno degli alloggiamenti più interni del camion e infine la limitata possibilità di movimento.
Ricercatori della SCS4 – Epidemiologia veterinaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie hanno condotto uno studio sul benessere animale (RC 07/12), finanziato dal Ministero della Salute, con l’obiettivo di identificare i fattori di rischio di mortalità durante il trasporto al macello di tacchini e galline ovaiole, e approfondire l’impatto delle dimensioni degli alloggiamenti nei tacchini.
Secondo lo studio, nei tacchini i fattori di rischio associati a un significativo aumento di mortalità sono: durata del viaggio, temperatura, sesso, linee genetiche, densità di carico.
Nelle galline ovaiole i fattori di rischio sono invece: stagione, durata del viaggio, razza.
Per quanto riguarda invece il rapporto fra benessere animale e alloggiamenti nei tacchini, non sono state osservate differenze significative fra le gabbie convenzionali e quelle sperimentali, di altezza doppia.
Questo studio offre importanti indicazioni per il miglioramento delle condizioni di benessere al trasporto, con particolare riferimento ai diversi fattori di rischio e alle caratteristiche specie-specifiche degli avicoli che hanno la maggiore importanza produttiva.
Parte 1. Studio retrospettivo sui fattori che influenzano la mortalità in tacchini e ovaiole
Dati di mortalità
Nella prima parte dello studio sono stati presi in considerazione i dati retrospettivi relativi al trasporto di oltre 45 milioni di animali, messi a disposizione da due filiere produttive avicole, lungo un periodo di tre anni verso due importanti impianti di macellazione del Nord Italia, e suddivisi fra circa 34 milioni di tacchini (41.452 partite) e 21 milioni di galline ovaiole (3.241 partite).
I dati di mortalità complessivi sono risultati in linea con precedenti studi per quanto riguarda i tacchini (1,4 animali morti/1.000 trasportati) e addirittura inferiori per le ovaiole (3,8 animali morti/1.000 trasportati).
Tuttavia le galline ovaiole risultano più a rischio di mortalità dei tacchini in quanto vengono macellate alla fine della carriera produttiva, spesso in condizioni di piumaggio e salute scadenti (problemi di osteoporosi e fragilità ossea).
Fattori di rischio nei tacchini
Dall’analisi retrospettiva per ciascuna partita di tacchini, sono risultati associati a un significativo aumento di mortalità: viaggi più lunghi di 30 minuti, temperature superiori a 26°C, sesso maschile, alcune linee genetiche, elevate densità di carico.
La durata del viaggio e l’elevata temperatura sono noti fattori di stress per i tacchini; per quanto riguarda il sesso, i maschi risultano più vulnerabili in quanto pesano circa il doppio delle femmine e sono caratterizzati da una maggiore sproporzione dello sviluppo muscolare, a discapito delle capacità cardiovascolari.
Inoltre, contrariamente a quanto si potrebbe ipotizzare, è emerso che a temperature inferiori ai 2°C una riduzione della densità di carico di circa 10 kg/m2 rispetto ai limiti normativi (Reg. (CE) 1/2005) risulta associata a una mortalità inferiore rispetto ai carichi con densità più elevate. Questo risultato contro intuitivo smentisce la convinzione comune che “ammassare” gli animali sia una efficace protezione dal freddo.
Infatti, la distribuzione del freddo e delle intemperie nelle gabbie risulta estremamente poco omogenea, pertanto è possibile che aumentando il margine di movimento nelle gabbie si consenta agli animali di spostarsi nei punti più favorevoli (per esempio, evitando l’esposizione diretta alle correnti fredde e alle turbolenze).
Inoltre una minore densità favorisce la circolazione dell’aria, tanto che precedenti studi hanno evidenziato situazioni di stress da caldo, anche in condizioni invernali, nei soggetti alloggiati al centro del veicolo.
Fattori di rischio nelle ovaiole
Per le galline ovaiole è stato possibile associare alla mortalità fattori di rischio come: razza (gallina a penne rosse), durata del viaggio oltre le 2 ore, stagione invernale.
Infatti le galline con penne rosse sono risultate soggette a mortalità più elevata rispetto a quelle con penne bianche, probabilmente per il fatto di essere caratterizzate da un peso superiore e una minore adattabilità allo stress da trasporto.
La mortalità nelle ovaiole aumentava progressivamente con la durata del viaggio, rimanendo poi costante tra le 4 e le 6 ore, con un picco a 8 ore. L’assenza di un picco di mortalità durante la stagione estiva è stata probabilmente dovuta alla prassi della filiera di concentrare i viaggi nelle ore serali/notturne. Risulta comunque evidente come le galline ovaiole siano sottoposte a viaggi molto più lunghi rispetto alle altre categorie di avicoli, in conseguenza del numero limitato di strutture di macellazione presenti sul territorio nazionale.
Parte 2. Studio sperimentale sull’impatto delle dimensioni degli alloggiamenti
Interpretare il Regolamento (CE) 1/2005
La normativa a livello comunitario ha posto molta attenzione nel definire standard minimi di benessere per l’allevamento, la macellazione e il trasporto degli animali nei diversi Stati Membri. Proprio il trasporto sembra essere, come riportato da numerosi studi scientifici, una delle fasi più critiche per tutti gli animali da reddito.
Tra i vari standard stabiliti per gli avicoli, la normativa fissa per esempio l’ampiezza minima e le caratteristiche degli alloggiamenti, ma nel contempo lascia degli spazi interpretativi per quanto riguarda l’applicazione di alcuni di questi parametri.
Le superfici minime per kg di peso, infatti “possono variare in base non solo al peso e alle dimensioni, ma anche allo stato fisico dei volatili, alle condizioni meteorologiche e alla durata probabile del tragitto”, senza però specificare come queste misure possano variare; inoltre, non sono fornite delle specifiche per i volatili di peso superiore ai 5 kg né vengono stabilite delle altezze minime per le gabbie.
Quest’ultimo aspetto potrebbe, per alcune specie quali i tacchini, risultare in contrasto con le disposizioni generali del Regolamento 1/2005 che prevedono che “nel compartimento destinato agli animali e a ciascuno dei suoi livelli deve essere garantito uno spazio sufficiente per assicurare che vi sia una ventilazione adeguata sopra gli animali allorché questi si trovano in posizione eretta naturale, senza impedire per nessun motivo il loro movimento naturale.”
A questo riguardo risulta poco chiarificatore anche il parere scientifico dell’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) del 2004, che propone per i tacchini un’altezza della gabbia di 25-35 cm, certamente inferiore all’altezza di un soggetto adulto in stazione eretta.
Gabbie convenzionali e gabbie sperimentali
Per queste ragioni i ricercatori dell’IZSVe hanno condotto una prova sperimentale, in cui sono stati misurati e confrontati i comportamenti e gli indicatori fisiologici di stress in 4 gruppi di tacchini di sesso femminile, trasportati alternativamente in una tipologia convenzionale di gabbia (altezza 38,5 cm) o in una tipologia sperimentale di altezza doppia (77 cm), nel corso di 6 viaggi alle routinarie condizioni pre-macellazione, per una distanza di 86 km e circa 76 minuti. Il viaggio includeva diverse tipologie di tragitto (autostrada e percorso misto).
Nelle gabbie sperimentali solo il 36% degli animali ha mediamente mantenuto una postura eretta. Inoltre in entrambe le tipologie di gabbia si sono evidenziate criticità:
• nella gabbia convenzionale gli animali presentavano maggiori comportamenti di stress in risposta alla limitata possibilità di movimento (5 tentativi/capo/ora di porsi in stazione eretta);
• nella gabbia sperimentale si evidenziavano frequenti comportamenti di monta e battiti d’ali, che possono avere conseguenze gravi in termini di lesioni come i graffi sul dorso e le fratture agli arti.
Negli animali è stato effettuato un prelievo di sangue prima e dopo il primo trasporto per la quantificazione di diversi marcatori di stress (corticosterone, rapporto eterofili/linfociti, ALT, AST, ecc.). Gli indicatori ematologici hanno confermato l’impatto negativo del trasporto in entrambe le gabbie, senza differenze significative relative alla tipologia utilizzata. Infine i tratti stradali rettilinei (autostrada) contribuivano a mantenere gli animali in uno stato di maggiore quiete rispetto ai percorsi misti.
Pertanto i risultati sembrano indicare che in questo particolare contesto la limitazione del movimento, che pur contrasta con una delle basilari libertà del benessere animale, possa di fatto rappresentare “il male minore” per proteggere gli avicoli da lesioni e inutili sofferenze durante il trasporto.
Per saperne di più
• Di Martino, Capello K., Russo E., Mazzucato M., Mulatti P., Ferrè N., Garbo A., Brichese M., Marangon S., Bonfanti L. (2017). Factors associated with pre-slaughter mortality in turkeys and end of lay hens. Animal, DOI:10.1017/S1751731117000970.
• Di Martino G., Capello K., Stefani A.L., Tripepi L., Garbo A., Speri M., Trolese M., Brichese M., Marangon S., Bonfanti L. (2017). The effect of crate height on the behaviour of female turkeys during commercial pre-slaughter transportations. Animal Science Journal, DOI:10.1111/asj.12823.
Fonte: Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie

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