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L'ALLEVAMENTO DEL FUTURO

Avicoltura. “Politiche mirate per il rilancio della filiera”. Al convegno dei produttori lombardi e veneti presenti i due assessori regionali.

Focus sul comparto avicolo il 28 novembre a Bonavicina, in provincia di Verona, con il convegno dal titolo «Innovazione, sostenibilità, sicurezza, comunicazione: ecco l’allevamento del futuro». L’incontro è stato organizzato dal Comune e dalla Pro Loco di San Pietro di Morubio, Coldiretti, A.V.A.- Associazione Veneta Avicoltori e Unaitalia.
Il Veneto si conferma tra le prime regioni, insieme alla Lombardia, per la produzione di avicoli. Nello specifico, nella nostra regione gli allevamenti avicoli sono circa 7.000 di cui 2000 professionali, oltre 1.000 a Verona. A livello provinciale, Verona rimane al primo posto, detenendo circa il 50% della produzione regionale con 257.307 tonnellate di carni prodotte. A seguire Padova 90.959, Venezia 73.046, Treviso 61.838, Vicenza 51.941, Rovigo 26.120. Belluno 146. Nel totale in Veneto sono 561.358 le tonnellate di carni prodotte per una produzione lorda vendibile di oltre 700mila euro (Fonte Veneto Agricoltura dati 2017).
Sono intervenuti per i saluti introduttivi il Sindaco di San Pietro di Morubio, Corrado Vincenzi, il Presidente di Coldiretti Veneto e Verona Daniele Salvagno e Claudio Valente della Camera di Commercio di Verona. Salvagno ha ricordato: «Questo convegno si svolge proprio nel cuore del comparto avicolo veronese che vanta eccellenze nella produzione di carni bianche. Oggi questo settore sta vivendo un momento positivo, grazie anche ai consumi in crescita, e al grande lavoro degli allevatori anche di piccole dimensioni». Il direttore di Coldiretti Veneto, Pietro Piccioni in veste di moderatore ha evidenziato: «E’ un comparto che sta avendo successo ma è necessario che insieme alla filiera investa in una connotazione più rispondente ai tempi con nuovi competitor anche stranieri che si stanno affacciando sul mercato nazionale».
Importante e atteso l’intervento di Ettore Prandini, Presidente nazionale di Coldiretti dal 7 novembre e già presidente regionale della Lombardia. «Per troppi anni il comparto avicolo – ha detto – non ha avuto la giusta attenzione che meritava di avere. Infatti è uno dei pochi settori dove noi siamo autosufficienti per le produzioni. Abbiamo la possibilità di implementare il numero degli allevamenti e dei capi allevati, valorizzando anche il tema delle esportazioni. Per fare questo serve una politica mirata in termini di sviluppo delle nostre imprese e di finanziamento».
Il settore avicunicolo a livello nazionale conta su 18.500 allevamenti (di cui 6,000 professionali), 38.500 addetti (nella fase primaria), 1.660 imprese che occupano 25.500 persone, 5,85 mld € fatturato 2017 (+7% vs 2016) e 21 kg pro-capite annuo (consumi stabili ma negli ultimi 4-5 anni). Sono questi i dati enunciati da Lara Sanfrancesco, Direttore di UnaItalia, Associazione filiere agroalimentari italiane, che ha illustrato l’impegno dell’associazione per comunicare il prodotto ai consumatori contro la disinformazione e fake news mediatiche, tenendo però conto che da una ricerca di mercato realizzata lo scorso anno da Ipsos, il 70% degli italiani dichiara di avere un’opinione molto o abbastanza positiva del settore.
«La diagnosi come base per la corretta gestione del farmaco in allevamento» è stato l’intervento di Salvatore Catania del Laboratorio di Medicina Aviaria dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie che ha evidenziato che una corretta diagnosi può definire una terapia appropriata.
“E’ importante parlare di gestione del rischio per la tutela del reddito delle imprese avicole perché ci sono grandi disponibilità dal punto di vista economico. L’Unione europea mette a disposizione più di 155 miliardi fino al 2020 e oltre per questo settore, che deve beneficiare di questi interventi», ha sottolineato nel suo intervento Paola Grossi, avvocato di Coldiretti nazionale e direttore di ASNACODI. A seguire sono state illustrate «Le possibilità assicurative» da parte di Marco Carrara e «Le novità sui fondi mutualistici» da parte di Filippo Codato.
Marco Lavarini ha portato la propria testimonianza in quanto titolare a Verona di un allevamento altamente tecnologico, tanto da fargli vincere il premio “Innovazione tecnologica” 2018 promosso da UnaItalia.
Antonio Mario Caira, Dirigente zootecnia Ministero delle Politiche Agricole Alimentari, Forestali e del Turismo, ha parlato del decreto approvato sulla compensazione del danno indiretto. Il Regolamento n. 1506/2018 è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale l’11 ottobre con decreto di applicazione del 25 ottobre e sarà operativo a breve. «Si tratta – ha detto Caira – di 11,1 milioni di euro messi a disposizione dall’Unione Europea e altrettanta somma di cofinanziamento nazionale per la prima tranche che riguarda i focolai che si sono manifestati da aprile 2016 a settembre 2017. Entro gennaio 2019 dovrebbe essere presentata alla Commissione la richiesta della seconda tranche».
L’Assessore regionale all’agricoltura Giuseppe Pan è intervenuto dopo il collega lombardo Fabio Rolfi. «Nel convegno di oggi – ha precisato Pan – si fa il punto sulla situazione attuale, dopo essere usciti da un anno piuttosto difficile dovuto all’influenza aviaria. Recentemente abbiamo fatto un provvedimento dove abbiamo zonizzato il Veneto dividendolo per parti. Nella provincia di Verona abbiamo classificato gli allevamenti intensivi, monitorandoli tutti con il nostro sistema veterinario e abbiamo deciso che in questa area non si possono realizzare allevamenti all’aperto perché sono quelli più a rischio per la trasmissione di patologie. Su questo comparto abbiamo investito circa 8 milioni del Piano di Sviluppo Rurale per la messa in efficienza degli allevamenti affinché siano biosicuri e quindi siano realizzati investimenti per il benessere animale, per mettere in sicurezza gli allevamenti».

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