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08
nov
ALLARME INFLUENZA AVIARIA IN VENETO

Dilaga l’influenza aviaria nel Veronese, nuovi casi anche nel Padovano. Almeno una settantina i focolai confermati. L’alto numero di animali coinvolti rende difficoltose le operazioni di smaltimento
Continuano a crescere nella Provincia di Verona (la più colpita dall’epidemia) i focolai di influenza aviaria negli allevamenti, ma a anche nel Padovano nel fine settimana sono stati confermati nuovi focolai, in un allevamento biologico di pollame (circa 30mila capi) e in uno di anatre a Ospedaletto Euganea (circa 69mila capi). 
La situazione sta destando allarme per il dilagare dell’epidemia e per le difficoltà di abbattimento e smaltimento, rese problematiche dall’elevato numero di animali coinvolti. 
Alla data del 19 novembre il numero di focolai in cui era stata confermata la presenza di virus influenzale sottotipo H5N1 ad alta patogenicità (HPAI) nel territorio italiano erano 67, come comunicato dal Minsalute in una nota 
Oltre a nuovi focolai in provincia di Verona all’interno o vicini alle zone di protezione e sorveglianza già in essere, si segnalano conferme del virus in aziende della provincia di Padova e della provincia di Brescia.
La categoria di animali maggiormente colpita continua ad essere quella dei tacchini da carne, ma sono stati coinvolti anche allevamenti di broilers oltreché di galline ovaiole, quaglie e anatre.
Visto il coinvolgimento di nuovi territori nazionali che non rientrano nella zona di ulteriore restrizione (ZUR) istituita con il Dispositivo dirigenziale n. 25660 del 5 novembre 2021, con nuovo dispositivo in fase di elaborazione, la ZUR verrà ampliata oltre i confini della precedente al fine di poter applicare le misure necessarie a contrastare l’ulteriore diffusione della malattia nelle zone indenni della pianura Padana.
22 novembre 2021

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