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AUSTRALIA: ENTERITE EMORRAGICA DEL TACCHINO
In Australia un vaccino contro l’enterite emorragica del tacchino 
I produttori di tacchino australiani potrebbero presto beneficiare di un nuovo vaccino contro il virus dell’enterite emorragica (HEV), sviluppato appositamente per la produzione locale.
Nel paese, infatti, non esiste un vaccino per proteggere gli allevamenti di tacchini contro l’HEV, in parte a causa delle restrizioni di quarantena e delle preoccupazioni legate all'introduzione di nuovi ceppi, ma anche a causa delle piccole dimensioni del mercato. 
Negli allevamenti di tacchini australiani vi sono già stati alcuni focolai di enterite emorragica acuta (HE), ma il virus si sta ora diffondendo. Per la prima volta è stato rilevato nel 1980. I costi esatti che l'industria del pollame australiano deve sostenere sono ancora sconosciuti. Si pensa inoltre che l’HEV possa causare immunosoppressione.
Ci possono essere focolai sporadici di malattia nel paese, ma è probabile che il virus comporti un aumento della mortalità, una riduzione delle prestazioni, e un aumento delle altre malattie dato che l’infezione rende i tacchini più sensibili ad altri organismi patogeni. Le infezioni secondarie possono essere trattate, ma non vi è un trattamento specifico per l'infezione da HEV.
In Australia l’enterite emorragica ha ridotto il rendimento del settore del tacchino, ma un vaccino di produzione locale darà la protezione che, fino ad oggi, è stata disponibile.
La situazione nel settore dei tacchino in Australia è abbastanza complessa dato che, non solo gli uccelli sono sierologicamente positivi, ma trasmettono anche il virus. 
Il professor Steve Walkden-Brown, dell'Università del New England (UNE), grazie al finanziamento del Poultry CRC, ha potuto determinare quanto la malattia sia diffusa e ha iniziato a lavorare allo sviluppo di un vaccino australiano.
Grazie al progetto di ricerca è già stato possibile sviluppare nuovi test molecolari, sia sulla base di standard PCR che su test PRC quantitativi in tempo reale, che possono indicare la presenza del virus e il numero di copie. Anche il kit ELISA, commercializzato negli Stati Uniti, aiuta a rilevare gli anticorpi. Ma in precedenza, non vi erano strumenti facilmente disponibili nel paese per rilevare l’HEV. Malgrado ciò i progressi per lo sviluppo di vaccini contro l’HEV non sono stati facili; la squadra ha tuttavia raggiunto un traguardo importante scoprendo la crescita del virus nelle colture di cellule o negli embrioni dei pulcini.
A differenza di molti altri adenovirus, il virus dell’HEV non cresce bene nelle colture cellulari, e la linea di una cellula in cui si pensa tenda a crescere, che al di fuori dell’Australia viene usata nella produzione di vaccini, non può essere utilizzata nel paese a causa delle norme di quarantena. I ricercatori hanno scoperto però che era possibile far crescere il virus in polli esenti da organismi patogeni specifici (SPF), e l’Università ha un isolatore che poteva essere utilizzato per lo scopo.
Il team utilizzerà quindi i polli SPF per la produzione di un seme “master” per il vaccino, e quindi il virus sarà titolato e sottoposto a prove di sicurezza ed efficacia in base alle linee guida dell’Autorità australiana di medicina veterinaria (APVMA). Infine verrà prodotto e verrà richiesto il permesso di utilizzo.
Walkden-Brown, commentando il progetto, ha dichiarato che il team è sicuro al 100% di essere in grado di produrre un vaccino praticabile. “Abbiamo un buon ceppo locale della HEV. Abbiamo dimostrato che siamo in grado di farlo crescere. Abbiamo fatto esperimenti su tacchini e polli. Sappiamo anche di poter estrarre materiale infetto, quindi c'è un basso rischio di non essere in grado di produrre un vaccino. Abbiamo altri 12 mesi per portare a termine il nostro progetto, e prevediamo di avere un prodotto valido entro dicembre 2016".
Ogni anno l'industria australiana del tacchino trasforma circa 5 milioni di animali. Nel paese esistono tre produttori principali di tacchino. Inghams Enterprise domina il mercato con una quota di mercato del 60-65%, trasformando mediamente 46.000 tacchini a settimana. Gli altri due principali produttori lavorano intorno ai 10-15mila capi a settimana. In Australia ci sono cinque impianti di trasformazione del tacchino, mentre quelli che trasformano sia tacchini che polli sono sei.
Fonte WattAgNet.

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